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Francesco Merlo bravo con le lettere ma pessimo con i numeri

POST SCRITTO IL 24/01/2015

In un articolo intitolato "Il Dio Mafioso" uscito il 9 Luglio 2014 su "Repubblica" Francesco Merlo parla della festa di Sant'Agata e scrive alcune che mi sembrano lontane dalla realtà:

"Dunque per cinque giorni la dirty city esala il fumo nero dell’arrosto di cavallo. Via Plebiscito, la pescheria, piazza Duomo, piazza Università, via Etnea, piazza Stesicoro, piazza Borgo sono come crateri dell’Etna, la geografia urbana di un inferno vivo dove. passano le tredici candelore che qui non si inchinano ma ‘si annacano’ e non solo per omaggiare le case di rispetto ma anche per esigere il pagamento annuale dell’obolo che a molti pare pizzo. Pesano dagli ottocento ai milleduecento chili e rappresentano mestieri e quartieri, sono verniciate con oro zecchino. La vara è d’argento, pesa diciotto tonnellate ed è tirata da uomini alti come armadi che maneggiano cordoni di centocinquanta metri, uno di loro è morto calpestato. E poi c’è l’offerta della cera, trecento camion solo in un giorno. Due carrozze settecentesche con gli impiegati comunali travestiti da valletti con parrucca e livrea scortano la santa che vive nella cammaredda chiusa a doppia chiave, quella della curia e quella del municipio, con i suoi 400 smeraldi, le ametiste, i rubini, qualche diamante, la legion d’onore di Bellini. Il rito prevede la messa dell’aurora, il pontificale e, nella casa del buon Mario Ursino, i notabili si riuniscono come in una canzone di De André, “banchieri, pizzicagnoli, notai / coi ventri obesi e le mani sudate / coi cuori a forma di salvadanai…”, cucina il padrone di casa, il balcone ha la forma circolare delle corone. Uno di loro ha comprato un disegno che un furbacchione era riuscito ad in filare in una mostra di Modigliani: c’è scritto Agata, la faccia è tonda, il collo è lungo, gli occhi sono senza pupille. E’ costato centomila euro il falso autentico più buffo del mondo. Ma Catania è la festa delle feste, l’enciclopedia hegeliana di tutte le feste e di tutte le processioni del mondo, il sottosopra dove persino le mamme cedono i figli,
E difatti a Randazzo, il 15 agosto, attaccano alla Vara – un fusto alto trenta metri -dieci bambini vestiti di raso azzurro e di seta rosa con delle corone di cartapesta in testa."

Ma Francesco Merlo ha idea di cosa significhino milleduecento chili, diciotto tonnellate, trecento camion al giorno, trenta metri d'altezza? Vorrei proprio sapere da dove ha tirato fuori queste cifre "pazze".

Numeri del genere sarebbero esagerati perfino se la festa avvenisse a Brodignag (la terra dei giganti descritta da Swift).

AGGIORNAMENTO DEL 4 GIUGNO 2019

Solo sul peso delle candelore ho trovato un qualche riscontro: su http://www.cattedralecatania.it/candelore.aspx c'è scritto che pesano "dai 400 ai 900 chili".

Pubblicato il 16/4/2019 alle 20.41 nella rubrica Diario.

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